Angelo Campi

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– Cos’é la Lean per te?

Per me Lean è la ricerca costante del miglioramento dei processi, focalizzata alla eliminazione degli inutili sprechi di risorse umane, aziendali e naturali, fondata su un insieme comune di valori, conoscenze e procedure.

– Quanto conta il fattore umano nei progetti di miglioramento continuo?

Pensare che i risultati arrivino introducendo nelle nostre realtà industriali e non industriali, qualche processo o strumento copiato e incollato, è puramente illusorio. Per garantire e sostenere il miglioramento continuo le persone devono essere profondamente coinvolte, devono essere messe davvero al centro dei processi di trasformazione e parimenti motivate attraverso la continua crescita di conoscenza e di autonomia.

– Che auto guidi?

Ho due auto, un SUV per i lunghi tragitti da casa al luogo di lavoro ed una Aigo per i piccoli spostamenti.

– Perché i progetti Lean falliscono?

Come accennato sopra il fattore umano è la chiave del successo, chi crede di poter usare strumenti e tecnicismi che “miracolosamente”
risolvono tutti i problemi senza prima creare le condizioni per formare e motivare le persone, è destinato ad un misero fallimento.

– In quale progetto hai realizzato la cosa Lean più entusiasmante?

Una iniziativa che ha portato risultati sorprendenti, è stato il progetto _Lean Office nella Business Unit “Special & Customization”_ che dirigevo, dove l’applicazione dei principi Lean a tutte quelle attività svolte “dietro una_ _scrivania”, ci ha permesso di liberare risorse umane e finanziare che erano immobilizzate da processi che non ponevano il cliente al proprio centro.

– Che altro lavoro faresti al di fuori dell’ambito lavorativo attuale?

Avendola praticata a livello dilettantistico, mi sento ancora molto attratto dal mondo dell’atletica, per questo non disdegnerei essere un buon “coach” per i giovani che vi si avvicinano.

– Che cellulare hai?

Possiedo un iPhone 5.

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