Claudio Zanelli

Chi è Claudio Zanelli?

Nella vita ho tre passioni: i miei tre figli, la formazione professionale e culturale e lo sport. Sono perito meccanico, non ho potuto frequentare l’Università ma ho sempre avuto una grande curiosità e il desiderio di acquisire nuove professionalità: la mia crescita è anche merito dei tanti stakeholders con cui ho condiviso momenti importanti del mio percorso lavorativo. Nel tempo libero sono impegnato attivamente nelle scuole dei miei figli, dove seguo alcuni progetti in tema di cultura dell’infanzia.

Quali sono le tappe principali della tua carriera?

Ho trascorso undici anni alla Cefla, una delle più importanti realtà cooperative del
territorio imolese, dove ho trovato persone disposte a scommettere su di me. Ho lavorato in molte delle funzioni dell’area Operations, maturando una esperienza
significativa nella Supply Chain, diventando Planning and Production Manager nella Divisione Arredamento, settore banchi cassa per supermercati con la responsabilità di oltre 70 persone. Dal 2005 al 2008, motivato da un forte desiderio di crescita professionale, ho ricoperto il ruolo di Operations Manager presso la Medal, società specializzata nella costruzione e vendita di componenti per serramenti e zanzariere con funzioni di direzione della produzione, acquisti e di stabilimento. Infine sei anni fa sono sbarcato alla Marini-Bomag-Fayat group di Ravenna, un’azienda che vanta oltre 100 anni di storia caratterizzati in buona parte dalla visione industriale della famiglia Marini, capace di evolversi dalla costruzione di biciclette e motori verso macchine per la realizzazione e manutenzione delle strade. Circa 25 anni fa è entrata a far parte della multinazionale Fayat, uno dei primi quattro gruppi industriali francesi nelle costruzioni e lavori pubblici. Un colosso da 18 mila dipendenti e 100 filiali nel mondo. Marini è l’unico stabilimento italiano.

Cosa fa la BOMAG?

La divisione macchine stradali ha come capogruppo la BOMAG, leader mondiale
nelle tecnologie di compattazione. Nello stabilimento di Alfonsine (RA) vengono
prodotte frese a freddo (macchine di grandi dimensioni che asportano il manto stradale grazie a un rullo fresatore) e le finitrici (macchine che hanno una complessa tecnologia oleodinamica ed elettronica operanti nel comparto delle manutenzioni stradali). Il mercato di riferimento è quello europeo per qualità e tecnologia. BOMAG ha una rete vendite e clienti in tutto il mondo.

Quali sono le tue mansioni?

Mi occupo dell’organizzazione della produzione, del suo miglioramento, della
formazione continua del personale e del recruiting. Gestisco un team che varia da
100 a 150 persone, secondo i carichi di lavoro, impiegate nella realizzazione del
prodotto e nei servizi correlati. Il processo di costruzione delle macchine prodotte nel sito Marini è molto complesso per il numero di componenti e tecnologia. Le competenze tecniche sono fondamentali per un’attività in cui prevale l’assemblaggio manuale nella realizzazione del prodotto.

Quali sono gli aspetti più avvincenti e quelli più delicati del tuo lavoro?

L’aspetto più appassionante del mio ruolo è quello di poter motivare coloro che
lavorano con me e contribuire anche alla loro crescita. Lavorare in una multinazionale è molto stimolante perché mi ha permesso di conoscere altri professionisti, altre culture. Confrontandomi con stili e abitudini diverse. Per questo ho acquisito maggiori competenze e una mentalità più aperta. Tra i progetti più significativi in ambito produttivo ricordo la riconfigurazione delle linee di assemblaggio, che ha portato importanti risultati di performance, e il progetto pilota in corso d’opera sull’ergonomia, con l’obiettivo di migliorare l’approccio lavorativo degli addetti.

Quanto conta il metodo? Che cosa rappresenta per te? Quali altri aspetti hanno un peso decisivo per il conseguimento degli obiettivi aziendali?

Un mercato altalenante e legato a una forte stagionalità contribuisce a rendere più complicato il nostro business. Solo lavorando con metodo possiamo garantire standard tecnologici e di qualità al nostro prodotto. La stagionalità appunto ci ha portato ad applicare metodi diversi nell’arco dell’anno. Introducendo differenti modelli organizzativi si può sopperire alle richieste del mercato internazionale. Lavorare sui flussi per creare sovrapposizioni di attività in maniera organizzata aiuta a ridurre i tempi di consegna. E’ fondamentale avere idee chiare per rendere le persone consapevoli del loro lavoro. L’impiego di personale esterno nei periodi di elevato carico di lavoro richiede l’applicazione di un progetto formativo sia outdoor che in azienda capace di coinvolgere tutti gli enti aziendali e prosegue con l’affiancamento di tutor per formare e aggiornare il personale meno esperto. La formazione continua sul prodotto è un altro metodo efficace e strategico per produrre qualità. E’ fondamentale per dare risposte concrete ai problemi del cliente, il metodo è funzionale alla realizzazione di prodotti di qualità, diventando la risposta alle esigenze del mercato. Nella mia professione i principi della lean production sono importanti per raggiungere obiettivi ambiziosi come la riduzione dei costi, tempi di produzione, delle aree di stoccaggio. Per questo motivo siamo passati negli anni a un flusso teso che garantisce il rispetto delle consegne e una qualità eccellente del nostro prodotto diminuendo gli sprechi. I risultati, però, non si ottengono solo applicando la lean production, il mio concetto di azienda vede nelle persone i principali attori del processo. La formazione e il coinvolgimento delle persone è il punto di partenza, la lean production dà le linee guida con i suoi pilastri, il risultato della fase applicativa diventa efficace in funzione della bravura e impegno delle persone coinvolte. Per questo uno dei capisaldi è improntato al miglioramento delle persone con la loro partecipazione diretta al progetto. Tra le attività messe in campo per raggiungere un maggiore coinvolgimento c’è anche il riconoscimento delle idee e delle proposte di miglioramento. Le persone devono essere al centro del progetto, sapendo che il prodotto porterà con sé la loro passione e competenza in giro per il mondo. BOMAG è uno dei più importanti produttori presenti sul mercato di macchine stradali, l’obiettivo futuro è quello di aumentare i volumi e diventare ancor più importante nel suo comparto. Per questo è fondamentale lavorare sulle nuove tecnologie e sul marketing, ascoltando i clienti che nel settore sono molto competenti.

Quali sono gli elementi chiave nello sviluppo di prodotti come quelli realizzati dalla BOMAG?

Un contributo strategico e determinante nello sviluppo del prodotto BOMAG è costituito dalle sinergie tra l’azienda e i suoi clienti: momenti di confronto continui, proposte e feedback sono elementi di crescita di un prodotto che ha esigenze precise: prestazioni, costi di esercizio, versatilità dei modelli, optional funzionali e intercambiabili, affidabilità. Ottime idee di miglioramento del prodotto provengono dalla base, per questo è fondamentale dare voce a tutte le persone che concorrono alla realizzazione delle nostre macchine.

Quanto è importante il lavoro di squadra?

E’ fondamentale per raggiungere l’obiettivo, per questo i team di lavoro sono interfunzionali e rappresentano tutti i soggetti e processi coinvolti, spesso anche persone di diverse nazioni. Il successo del nostro lavoro passa attraverso la condivisione e partecipazione di tutti, dallo studio alla realizzazione di un prodotto che parla molte lingue.

Anche se il tuo lavoro è molto tecnico, quanto conta avere una mente aperta e creativa?

La componente tecnica è prevalente ma non mi limita a una visione costante verso
il mondo esterno. Mi costringe invece ad avere una mente aperta, proporre nuovi
progetti organizzativi e format in linea con il business e il budget, tenendo sempre
presente le opportunità di miglioramento per l’azienda e le persone coinvolte.

C’è un aspetto del mondo del lavoro che, secondo la tua esperienza, merita maggiore attenzione?

Per migliorare il mondo del lavoro servono anche idee nuove, e molte di queste
provengono dalla ricerca. L’innovazione resta sicuramente un’ipotesi percorribile. Per questo motivo mi piacerebbe coinvolgere anche le Università come soggetto attivo aprendo le porte alla contaminazione delle idee. Ampliare la collaborazione tra mondo del lavoro e scuole/Università avrebbe effetti positivi per entrambi, un presupposto di crescita sul quale occorre avere il coraggio di scommettere.
Ne approfitto per lanciare un altro tema, che meriterebbe un approfondimento. Tutti riconosciamo alla lean production un potenziale enorme e vincente, non sempre viene sviluppato il pilastro che riguarda le persone denominato “people development”. Il modo in cui integrare la filosofia con gli attori resta un tema interessante sul quale lavorare perché le migliori idee possano essere declinate nel prodotto.

Un ringraziamento a Claudio Zanelli per il materiale relativo a questa intervista.

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